Il pensiero della cultura dominante, come sappiamo, ha sempre affermato che la vita alienata è inevitabile. Infatti, la cultura o la civiltà stessa esprime questo dogma essenziale: il processo di civilizzazione, come ha osservato Freud, è il passaggio forzato da una vita libera e naturale ad una vita di continua repressione. Oggigiorno la cultura langue, desolata e logora, ovunque si guardi. Più importante dell'entropia che affligge la logica della cultura è però quella che sembra essere la resistenza attiva, per quanto appena abbozzata, che le viene opposta. Questo è il raggio di speranza che disturba la gara, altrimenti fin troppo deprimente, cui assistiamo per vedere se arriverà prima l'alienazione totale o la distruzione della biomassa.
John Zerzan - Futuro primitivo - Nautilus
Un digiunatore è uno dei famosi racconti di Kafka. Un uomo per mestiere faceva il digiunatore. Digiunava sempre per non più di quaranta giorni ed era sempre sorvegliato da alcuni guardiani. Era molto ammirato dalla gente, perché andava di moda; i bambini erano molto felici di vederlo. Le abitudini della gente cambiarono e il digiunatore perse il suo pubblico. Continuò a lavorare in un circo ma anche qui la gente non aveva interesse per lui. Quando perse tutto il suo pubblico, venne trovato morto dai guardiani del circo.
She lost control again... ha perso il controllo il film sui Joy Division come molti filmati non si fa gli affari suoi e spettegolezza un pò sui personaggi. Non sapevo che prima di suicidarsi Ian Curtis avesse ascoltato il disco The Idiot di Iggy Pop. Questo è uno di miei dischi preferiti, l'ho ascoltato migliaia di volte. L'attacco di Sister Midnight, preludio alla nuclear war di Nigthclubbing e il finale burroughsiano di DumDum Boys. Un vero capolavoro musicale targato 1977 allora ero 20enne. Le letture e la musica che ascoltava Ian erano le stesse di molti coetanei, me compreso. Tuttavia le scelte personali sono un fatto privato che non andrebbero inserite in un film; questo fatto può generare un'immagine distorta della personalità e in più nel film l'esposizione del privato, che è molto accelerata, non fornisce materiale sufficente per demitizzare il personaggio. Inutile dire della grandissima gratificazione che si riceve dalle interpretazioni musicali, il film per questi aspetti è un capolavoro. Forse non aver potuto vedere dal vivo i Joy Division, un gruppo che proprio dal vivo dava il meglio, e avere aspettato inutilmente il 1980, conclusosi con l'arrivo di David Byrne e le sue Teste Parlanti di Remain un ligth, aumenta fortemente il piacere di gustarsi Control.
Iggy Pop David Bowie - Dinah Shore - "Sister Midnight"
JOY DIVISION Dalla caverna alla stanzetta dal blog Atrocity Exhibition